Aether

Aether

IL MARCHIO.
I profumieri Amelie Bourgeois e Anne-Sophie Behaghel firmano, sotto la direzione artistica di Nicolas Chabot, una collezione ipnotica di cinque precipitazioni olfattive, delizie per la pelle e per l’anima, profumi senza ego, creatori di atmosfera, dove tutto è deliziosamente stravagante, fantastico, bizzarro, a volte sconvolgente o inopportuno. E che profusione di astrazione!Nulla che rimandi al passato, nulla che rimandi a fonti già conosciute, e quindi rassicuranti, nulla che attinga alle acque madri della profumeria moderna. Profumi nati dall’oblio e dalla perdita di memoria.
LA CHIMICA DEI SENTIMENTI.
“Il blu del mar Rosso sembra più blu chiamandolo rosso. Ciò non dipende dalla chimica delle onde o della luce, ma dalla chimica poetica.”– Eric Emmanuel Schmitt, Ulisse da Baghdad.
“Da dove provengono queste pozioni eteree, incisive e retro-futuriste? Potrebbero essere state create da pazzi scienziati mille lune fa?Nuova biblioteca degli odori, Aether è una reazione chimica che “illumina” l’immaginario e guarisce i cuori feriti dall’eccesso di conformismo e dal tropismo realista della profumeria. Una farmacopea contemporanea per gli animi avventurosi in cerca di sorpresa, di stupore, nonché di creazione.  
Aether rappresenta l’omaggio del creatore alle molecole di sintesi e alla frenesia della chimica. Kamikaze olfattivo, la molecola elementare fa esplodere ciascuno dei profumi in un’astrazione singolare, in una meravigliosa straniera. Il naso, che non resta ancorato a nessun ingrediente conosciuto, si lascia trasportare dalla sorpresa e si sottomette all’emozione… pura. Quella della scoperta, del primo giorno, della prima volta.
A volte una bolla scintillante, a volte una bellezza folgorante, la molecola- pressoché nulla nell’infinito- è la sacra e giovane musa della collezione. Aether, nessuna spettacolarizzazione di fiori o voli pindarici sulle materie prime storicamente utilizzate nel mondo della profumeria tradizionale; piuttosto l’evocazione di una vegetazione metallica, di legni sconosciuti, di suoni impercettibili, di momenti di avvenire… 
Questi profumi di imperiale fantasia non invidiano il sillage degli altri, preferiscono un alone di luminosità, un cerchio magico, un’aura di humor e di mistero.”
-Lionel Paillès. Giornalista, autore, esperto di profumi, collabora con le riviste Grazia, LUI, Vanity Fair, Air France Magazine e Cosmétique Magazine. Autore di un libro sulle molecole di sintesi della profumeria (Esprit de Synthèse, Ed. de l’Epure).

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